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La libreria sulla collina

    Alba Donati ha realizzato da adulta l’equivalente del desiderio, che molti di noi hanno nutrito durante l’infanzia, di avere una casa sull’albero: lei ha aperto una libreria in cima ad un collina e ne ha fatto una calda tana accogliente.


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    La libreria “Sopra la Penna”

    Ho accostato “La libreria sulla collina” di Alba Donati con gioiosa curiosità. La citazione in apertura mi ha convinto all’istante a leggerlo.

    “Romano vorrei aprire una libreria nel mio paese.”

    “Bene, quanti abitanti fa”

    “180”

    “Bene, 180 mila diviso…”

    “Non 180 mila, 180”

    “Sei pazza”

    Conversazione telefonica con Romano Montroni, già direttore delle librerie Feltrinelli

    Alba Donati ha realizzato da adulta l’equivalente del desiderio, che molti di noi hanno nutrito durante l’infanzia, di avere una casa sull’albero: lei ha aperto una libreria in cima ad un collina e ne ha fatto un posto speciale, una tana che ha il fascino di un rifugio segreto ed il richiamo di un luogo che sembra lì per accogliere chiunque desideri entrarvi.

    Da lì passano turisti che fanno di Lucignana una tappa imperdibile del proprio itinerario di viaggio, lì si recano gli abitanti dei paesi più o meno vicini, da lì se ne vanno soddisfatte le più disparate tipologie di lettrici e lettori, di quelli che non amano solo leggere ma che apprezzano l’intera esperienza dell’entrare in una libreria dove trovare particolari consigli di lettura, titoli in cui con tutta probabilità non sarebbero incappati, una persona che dell’amore per i libri ha fatto la sua professione e della condivisione di questo amore la sua vocazione.

    Emerge dalle pagine la ricerca di una serenità appagante e creativa che si riversa nella cura con cui è allestito ogni angolo di “Sopra la Penna” e che mi ha fatto seriamente prendere in considerazione di salire in auto un giorno d’estate e mettermi alla guida per arrivare a Lucignana e conoscere di persona Alba Donati. Senza nulla in particolare da dirle se non “Ho letto il suo libro e mi sono innamorata della sua libreria senza nemmeno averla vista”.

    Della cura per i dettagli me ne sono accorta dalle foto, quelle che si trovano sul profilo Instagram della libreria e che fanno venire voglia di essere già lì, nel giardino fiorito, con vista sulla valle, con le fronde degli alberi che fanno capolino in lontananza da sopra la pagina di un libro appena cominciato. E visto che Alba parla più volte di tè e tisane che accompagnano le letture in libreria, non me ne farei mai mancare una tazza.

    Aprire una libreria in un posto sperduto

    Fin dalla prima pagina si succedono le vicissitudini intercorse nel primo anno di apertura di “Sopra la Penna”, nel 2019, , scandite dal passare dei mesi e dei giorni; un diario in cui la “folle” libraia – come l’ha definita l’amico Montroni – prende nota di chi passa ogni giorno dalla libreria: i clienti affezionati, quelli di passaggio, i clienti ideali e quelli (meno graditi) che paiono essere lì solo per un selfie.

    Alba Donati racconta dell’incendio che poco dopo l’apertura della libreria ne ha distrutto una buona parte e delle molte persone che si sono offerte di ricostruirla e dei mesi del lockdown, trascorsi a prendersi cura degli scaffali e del giardino, come fosse una cura per l’anima.

    E alla fine di ogni giorno, l’elenco dei libri venduti: una lista di titoli ed autori che altrove sarebbe apparsa arida e che qui invoglia a cercarli tutti, uno ad uno, e scegliere tra questi le prossime letture. Così ho fatto io: ho annotato tutti quelli che mi hanno ispirato, solo dal titolo, solo perché sono scritti in questo diario.

    Quando una libreria è una cura per l’anima

    Di lei e della libreria “Sopra la Penna” hanno scritto “La Repubblica”, “La Stampa”, “Il Corriere della Sera”. Io è così che l’ho scoperta: leggendo un articolo, pubblicato proprio su Repubblica, intitolato “Esce dalla depressione leggendo un libro di Alba Donati”, che racconta di questo francese, Alexandre Donnat, che ha ricominciato a nutrire speranza dopo aver letto “La libreria sulla collina” e che dalla Francia è partito in bici, come fosse un pellegrinaggio di rinnovata vitalità, per arrivare a Lucignana ed incontrarla.

    Non ho pensato fosse esagerazione, o stranezza, o caso isolato. Ho pensato che a volte nei sogni degli altri troviamo i nostri, che il solo vedere che qualcuno riesce a realizzare qualcosa di improbabile si desidera credere di poter fare altrettanto, che sapere che c’è chi ce l’ha fatta a buttarsi ed ha così creato qualcosa di semplicemente bello vuol dire allora che la vita bella può esserlo davvero, anche in momenti bui.

    Qualche anno fa ho intrapreso l’avventura di registrare per qualche anno un podcast che parla di libri e lettura. “Easy Readers” ha come motto “Leggere cambia la vita”. Non voleva essere solo un motto, era una dichiarazione la mia, di chi si è vista formata e trasformata anche dai libri incontrati lungo il proprio percorso di crescita.

    Lucignana: un piccolo borgo sull’appennino lucchese

    L’unico aspetto che mi ha creato qualche perplessità durante la lettura è la schiettezza con cui Alba Donati fa nomi, scrive di persone che fanno parte della sua vita, gli abitanti di Lucignana; ne racconta quella parte di vita che si intreccia con la sua.

    Sono cose piccole, ma arrivano autentiche, e da persona riservata mi sono domandata se tutti ne fossero a conoscenza prima che il libro venisse pubblicato, se a tutti facesse piacere vedere il proprio nome sulla pagina di un libro, se l’autrice non entrasse troppo nel racconto della comunità, con i suoi “personaggi”, anche quelli a cui la libreria non va giù.

    Finché non ho realizzato che con tutta probabilità per lei la libreria è proprio questo: un progetto che da individuale è diventato comunitario, che non ci sono confini netti tra attività professionale e vita privata, che le quattro pareti che racchiudono questa “casa sull’albero” sono più di quattro pareti e una porta; è la rete che questa libraia ha saputo creare ciò che ha reso possibile il fiorire di una libreria in un luogo su cui nessuno avrebbe scommesso.

    Quando la propria vita è un tutt’uno con il luogo. Quando il luogo è prima di tutto relazione.


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